Basket, Gallinari cerca rivincita: «I playoff Nba per cancellare il pugno»

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Danilo Gallinari, due mesi dopo il pugno che ha cambiato la sua estate e quella del basket italiano come si sente?

«Molto bene direi, pronto a tornare in campo e a giocare».

Più o meno quello che aveva detto ai microfoni di Tmz. Frase che non scatenò esattamente l’entusiasmo del c.t. Ettore Messina…

«Se ne sono dette troppe, su quella frase. Mi hanno fermato all’uscita di un ristorante, mi hanno chiesto come stavo, che cosa avrei dovuto rispondere?».

Ripensandoci, che cosa le rimane dentro di quel pugno tirato in amichevole a Kok?

«Il rimpianto di non esserci stato, di non aver potuto dare una mano, letteralmente, ai miei compagni».

Il c.t. non è stato troppo tenero con lei. Vi siete chiariti?

«Da quando ho lasciato il ritiro della Nazionale né il c.t. né qualcuno dalla federazione mi ha chiamato, mi ha mandato messaggi, mi ha chiesto della mia mano. Nessuno. Ci sono un po’ rimasto male».

Forse sono ancora arrabbiati con lei…

«Ho sbagliato, ho chiesto scusa. Un errore in 29 anni me lo concederete, no?…».

«Dopo la prima partita con San Antonio lo inviterò a cena».

Allora, da dove ricominciamo?

«Ricominciamo da Los Angeles, dai Clippers, da una città e da una squadra che già mi piacciono tantissimo».

Differenze con New York e Denver, le due città in cui ha vissuto negli Usa?

«Qui c’è sempre il sole, ed è l’aspetto più bello. C’è sempre anche il traffico, e questo è meno divertente. Per fortuna ho preso casa vicino al palasport. E pure vicino all’aeroporto. Così mi sono tolto il problema».

«E anche molto bella. A Marina del Rey».

Sta per guadagnare 22 milioni di dollari nella prossima stagione. E 43 nelle due successive. Come si sente a essere lo sportivo italiano più pagato?

«Responsabilizzato. Deciso a dimostrare che valgo ogni dollaro che guadagno».

«Lottare per i playoff. Essere competitivi in una Conference difficile come quella Ovest».

È la squadra che voleva?

«È la squadra perfetta, indipendentemente dal contratto. Mi sento molto considerato, vorrei raggiungere grandi risultati con questo gruppo».

Troverà grandi compagni come Blake Griffin.

«E non solo lui. Vedo un gruppo molto buono, che dopo anni sta provando a cambiare pelle».

Troverà vecchi avversari, come Milos Teodosic.

«Lo conosco da tanti anni, si troverà benissimo se capirà che il qui il basket è diverso rispetto all’Europa. Dovrà cambiare un po’ modo di giocare».

Non troverà invece la stella Chris Paul, passato agli Houston Rockets.

«Mi pare che la squadra stia elaborando bene il lutto. C’è un bel gruppo di veterani, quindi non serve ripetere le cose più volte per intendersi, ma abbiamo anche ottimi giovani, e mi fa sorridere essere diventato quello che dà consigli. È una cosa che mi piace».

Gallinari va per i 30, comincia a diventare grande. La sua carriera è andata come se l’aspettava?

«Sì, me l’aspettavo così. Forse anche meglio, speravo di vincere qualcosa di più».

Parla di Nba o di Nazionale?

«Parlo in generale, ma in Nazionale senza dubbio: di sicuro avremmo voluto raccogliere molto di più».

Il treno azzurro è ormai definitivamente andato?

«E perché mai? Io a 29 anni mi sento ancora molto bene. Finché la Nazionale mi chiama io ci vado, caviglie e ginocchia permettendo».

Come direbbe Gaber, la sua generazione ha perso?

«La mia generazione si è scontrata con squadre che erano degli arsenali. E vincere non è mai facile. Sinceramente, ci sono squadre più forti di noi. E quando dicono che questa Nazionale è quella della generazione Nba, allora basta guardare quanti giocatori Nba hanno le altre Nazionali. Detto questo, la mia generazione non ha ancora chiuso».

Alle vostre spalle c’è poco.

«Forse il sistema non funziona benissimo, mi piacerebbe vedere più italiani in campo. Tanjevic ha ragione: ha allenato in un’altra era, allora le cose funzionavano».

Chi vincerà il titolo Nba?

«Golden State, anche se dovrà sudarselo».

Danilo Gallinari vincerà mai l’anello di campione Nba?

«Perché no? Sono ancora così giovane…».

11 ottobre 2017 (modifica il 11 ottobre 2017 | 21:53)

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