Atletica, Livio Berruti: «Filippo Tortu è nato campione, il futuro sarà suo»

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Il signore, che vinse i 200 a Roma ’60, se ne intende. Livio Berruti, 78 anni, giudica il Mondiale di Filippo Tortu, 19.


Cosa è fondamentale per un atleta?
«Essere scanzonato, non farsi divorare dalle ossessioni. Tortu è come me e Bolt».

Un consiglio.
«Gliene regalo due. Non smetta di studiare: l’università gli servirà a disintossicarsi. Poi magari, prima dei Giochi 2020, potrà prendersi un anno sabbatico, come feci io. E impari ad amare la fatica. Filippo dovrà fare allenamenti di resistenza, come Mennea. Ma Mennea non aveva la classe e la spontaneità di Tortu. Avanti, quindi, con moderazione ed equilibrio».

Cosa gli ha scritto nell’sms prima della semifinale?
«Forza Filippo, la curva ti vuole bene: cerca di non deluderla».

Insomma al Mondiale possiamo dire di aver trovato un cucciolo di campione?
«Filippo mi piace moltissimo e ha una famiglia stupenda. Il successo di un campione, per metà, è fatto dei geni della mamma e del papà. Lui è nato nell’ambiente giusto, che non lo stressa. Che resti sereno è importante per la sua velocità e il suo sviluppo».

Però lei a 21 anni vinceva un oro olimpico.
«È cambiato tutto. Il livello è più alto, c’è maggiore concorrenza. Guardi il bianco Lemaitre, rimasto al palo. Ma Filippo è nato campione. Arriverà, con calma, state tranquilli».

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L’impresa


10 agosto 2017 (modifica il 10 agosto 2017 | 23:26)

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